lunedì 4 luglio 2011

New York - Un Pirrese a NY


Incredibile ¡
I © NY , mai e poi mai avrei mai potuto pensare e tanto meno avrei creduto un giorno di scriverlo peró quello slogan , che tanto sembra cosí banale e turistico , è proprio la sensazione che provi quando lasci la cittá!
Negli attimi di attesa all’aereoporto ancora non realizzi , poi quando è l’ora di imbarcare e incontri la porta del tuo gate con la scritta New York inizi a captare qualcosa , ti senti come fossi una star.
8 ore e mezza Barcelona – New York , 8 ore interminabili , tra lettore mp3 , libri , film e il grafico sullo schermo dei televisori che segnale la posizione dell’aereo che sembra essere sempre ancora tanto lontano dall’arrivo.
In testa ti iniziano a risuonare canzoni dei Bon Jovi , di Bruce Springsteen dei Ramones , che sembrano darti la sensazione di conoscere giá quella cittá per la musica che hai ascoltato tutta la vita .
Poi quelle 8 ore di volo improvviso passano e in mente quella canzone degli U2 – Angel Harlem

It was a cold and wet December Day when we touched the round at JFK

Ma il giorno ch earrivamo non era un freddo giorno di Dicembre ma un caldo giorno di Giugno , ma anche noi atterramo al JFK.
Vuoi uscire dall’aereo il prima possibile , non sai se per buttarti subito nella Grande Mela o perché non ne puoi piú di stare dentro quella carlinga , ma all’uscita dall’aereo ci attendono un ora e mezza e piú tra ritiro bagagli e super controlli di sicurezza , durante l’iter burocratico doganale americano inizi ad avvertire qualcosa di strano dentro la mia testa mentre mi guardo tutto attorno come un bambino al suo primo giorno di scuola , ma la sensazione non è una sensazione che si puó definire anomale ma una sensazione che direi piú familiare , ti giri attorno , guardi le insegne , guardi i visi delle persone , vedi le divise degli agenti e quella sensazione non diminuisce ma al contrario cresce , lievita.
Una sensazione mai provato neanche a Parigi e Londra , poi capisco il perché .
Ci venne a prendere un autista dell’agenzia con un un super fuoristrada della Ford di taglia XXL , che ci sembró al primo giorno enorme , immenso al termine della vacanza ci rendemmo conto che da quelle parti era come possedere in Europa una Golf .
L’autista (turco-americano) ci venne a prendere per portarci all’appartamento passammo per il quartiere ghetto Jamaica e piano piano iniziammo a veder comparire all’orizzonte le cime dei grattacieli di Wall Street , passando poi per il Queens sino a giungere finalmente a Manhattan e durante il tragitto di guardi attorno , sei stanco morto , hai sonno , ma non hai piú la forza per essere stanco ed avere sonno , perché quella sensazione che sentivi all’aereoporto adesso ormai ti avvolge , sono solo poche ore a NY e ti senti giá storditó , ti senti come se ti trovassi dentro di un immenso deja vú !!
Allora capisci , capisci che come per magia non sei davanti alla televisione o al cinema ma sei entrato dentro lo schermo , adesso fai parte di quegli scenari che sempre ho visto sin da piccolo , ogni angolo che guardo , ogni sguardo che incrocio ti riporta a quelle puntate di Arnold , I Robinson , I film con Al Pacino , Martin Scorsese , Coppola la serie Friends , tutto è cosí vero , reale , ma non cé nessuno schermo che ti separa da quelle location , adesso li posso toccare , posso respirare la loro stessa aria , sentire i loro stessi suoni , fare le stesse cose banali che fanno loro durante la giornata come prendersi un caffè , ma che alla televisione era cosí tanto americano , cosí tanto figo e quando la vedi di persona e un continuo ripetere ripetutamente : Proprio come nei film !!
New York è come incontrare Al Pacino , de Niro , Woody Allen al ristorante , e trovarteli nel tavolo affianco , guardarli per tutto il resto della serata mentre mangiano e parlano tra loro e renderti conto che sono veramente fatti cosí .

“....a town that is famous as the place of movie scenes

(Alicia Keys – Empire State of Mind)

Dalle auto della polizia ai vigili dei fuochi ,al suono delle loro sirene , dai palazzi ,ai negozi , dalle facce dei ragazzi tutto è un film …New York ha il fascino di farti vivere un film , ogni angolo della cittá è un deja vu , un giá visto , che ora tocchi dal vivo .
Mattina , sera o la notte in qualsiasi momento è la NY che ti immagini e che hai sempre creduto che fosse , ogni giorno scopri una parte della cittá e ti senti sempre piú parte di essa , la stessa sensazione che sicuramente hanno sentito i milioni di immigrati italiani, irlandesi , africani che giunsero qui nel secolo scorso , perché dal momento in cui arrivi la cittá e i suoi abitanti ti accolgono e ti abbracciano e non ti fanno sentire come una straniero , ma cercano di farti sentire come se fossi a casa tua , nella tua cittá e ti fanno sentire protetto e sicuro , pronti ad aiutarti nell’integrarti ….L’AMERICA …la NUEVA YOK…continua ancora ad avere quello spirito nell’accogliere chi sbarca proveniente da ogni angolo del mondo.
Ogni passo che fai ogni centimetro che calpesti scopri quello che hai sempre visto ma che pensavi non fosse vero , ma fosse tutto cinematografico , cosí come la messa Gospel , le donne in abiti eleganti di color arancione , verde , fucsia con i loro cappelli bizzarri e gli uomini in abito scuro , cravatta nera e camicia bianca che ti sembrano tanti Obama , che ti accolgono dentro la chiesa come se dalla porta fosse entrato Gesú in persona e quando attaccano a cantare i loro pezzi …ancora una volta ..senti quella voce dentro di te che ripete ….proprio come nei film Riscaldando le voci!!
Provano i pezzi cantati per la messa !!
!! …Attaccano a cantare!!
Senti la pelle rabbrividire , senti quelle voci e il loro canto entrarti dentro non è musica è qualcosa di piú !
Possono mettere qualsiasi grande cantante a cantare lo stesso pezzo , ma non riuscirá mai a raggiungere il livello di uno solo di uno dei componenti del coro …perché loro non stanno solo cantando , loro non stanno solo tenendo il tempo con le mani , loro non stanno facendo uno spettacolo , loro stanno pregando …quella musica , quel coro , quel forza nelle loro voci è dentro della loro anima , nel credo di quelle parole cantate , l’energia nel cantare non la trovano nella gola e nei polmoni ma nel cuore , probabilmente quella messa è stata una della esperienze piú belle della mia vita .
Angel Of Harlem !

I Still Haven't Found What I'm Looking

Questa é NY , la NY che vuoi vedere , quella che non appena metti piede ti appare la sigla della MGM o della Columbia Picture , quel mito con cui tutti noi siamo cresciuti , quell’idea magica di cittá dove tutto è possibile e i sogni diventare realtà ….quell’American Dreamming di cui sempre abbiamo sentito parlare , quel sogno americano che ti permette di realizzare i tuoi sogni , ma vivendo sulla pelle di tanti disgraziati che qui a NY ed in USA in generale hanno cercato il loro sogno e sogno è rimasto.
L’America ha una società che si basa sui disgraziati , permette a chi non ha nulla , di poter evere un lavoro , una bella casa , la tele al plasma e il SUV , cosí fú per gli italo – americani (che piú che italo sono siculo-americani o campani-americani visto che di italiano non sanno spiccicare una parola) , gli irlandesi , gli afriacani e ora i portoricani e i messicani .
Lo stato americano vive di questi disperati che nulla hanno da perdere , lavorano , si integrano , sino a sentirsi americani , ringraziano lo Zio Sam per avergli dato da mangiare , ma tutto questo ha un limite , un prezzo che va pagato , perché non è tutto luccicante il mondo MADE IN USA , perché il giorno che per sciagura si deve affrontare un intervento chirurgico o si ha bisogno di assistenza sanitaria e la TUA ASSICURAZIONE che PAGHI TU non copre l’intera spesa ..se vuoi essere curato devi cacciare di tasca tua i soldi …e i soldi sono fatture da 400 / 2000 / 10000 dollari che se non ti puoi permettere o decidi di morire o ti fai ipotecare la casa .
IL MADE IN USA è anche quello che se hai lavorato 40 anni e ti manca 1 mese per la pensione e l’impresa per la quale ha i sudato e faticato per tutta la tua vita va in bancarotta e fallisce significa addio alla tua pensione , addio alla tua buona uscita , addio all’assistenza sanitaria perché non hai un soldo , unica soluzione continuare a lavorare per il resto dei tuoi giorni per poter sopravivere non vivere !
Anche questa è l’America , dell’American Dreamming e dei grandi tracolli e tragedie , cosí come Antonio mi disse ( italo americano di Brooklyn conosciuto una sera a Bryant Park) : Mia nonna mi diceva sempre noi dobbiamo ringraziare l’america e gli americani , perché prima di venire qui non avevamo neanche un pezzo di pane per mangiare mentre adesso in tavola ogni giorno ch’avemmo o maiale na bistecca supra a tavola! I acquist grazie a l’america!
Come potergli dare torto , anche io mi trovo a pensarla come lui a me la Spagna ha dato lo stesso che a lui e ai suoi antenati diede gli Stati Uniti D’America.
NY era e continua ad essere la terra promessa che attrae ed attira , cittá costruita e divenuta famosa grazie anche agli italiani e alla loro Little Italy , che adesso non è nient’altro che una via di ristoranti italiani con tavolini con tovagliette a quadri bianche e rosse completamente divorata da Chinatown che si estende sempre di piú per la parte del Lowery Side.
Ma anche questa è NY , la cittá che cambia in continuazione senza che tu possa rendertene conto , quartieri che cambiano la propria identità anno dopo anno , mode , tendenze , usanze , facce nuove , un mondo in continua e costante evoluzione .
Cosí come per forza di cose è cambiata Ground Zero , dopo l’11 settembre , adesso è un immenso cantiere dove sorgerá il grattacielo piú alto del mondo , 10 anni fa il teatro di una tragedia ;
quando mi trovai nel luogo in cui prima sorgevano le Twin Tower rimasi impressionato , mentre provo ad immaginare cosa potessero essere quelle due torri , immaginare quel che fu quel giorno , quel primo aereo scagliarsi sulla prima torre , il fumo e il fuoco , il secondo aereo scagliarsi sulla seconda torre , nuovamente fumo e fuoco , le due torri cadere , prima una e poi l’altra , in un giorno qualsiasi , un giorno in cui potevo esserci io la sotto o pteva accadere proprio mentre ero li a guardare quel che restava di round zero in un edificio qualsiasi , cerco di riattaccare tutte le immagini che ricordo passarono allo sfinimento alla tele e su internet , guardi quel cantiere e quella nuova torre che piano piano vanno costruendo e e continui ad immaginare quella tragedia , ció che fú , cio che successe in quegli attimi , in quegli istanti che cambiarono il mondo .
Di fronte a quelle gru che lavorano , non vi è solo un cantiere , ma storia , perché proprio in quel punto li , proprio li difronte a me ..la storia ha cambiato e non ´´e come quando si guarda il Colosseo o la Tomba di Napoleone a Parigi , perché quei fatti non li abbiamo mai vissuti ma solo letti e immaginati nei libbri di storia , ma a Ground Zero è diverso , la tragedia l’abbiamo vissuta in diretta , tutti noi non possiamo dimenticare quelle immagini ed io adesso mi trovo li di fronte alla tragedia in cui tutto ebbe inizio : Guerra in Afghanista , Guerra in Iraq , attentato di Madrid , attentato di Londra , Nassyria , la crisi mondiale , ….tutto ebbe inizio li in quel quartiere di Mahattan , ma quel giorno non vi erano telecamere cinematografiche , luci e un regista che gridava Stop !!! Quel giorno non si stava girando una scena di un film , ma una pagina di storia , che ha cambiato volente o no il modo di pensare e la forma di vivere di tutti noi ed osservando in questa vacanza il carattere dei newyorker un popolo che ha sempre creduto nella tolleranza e che dell’integrazione razziale ha fatto la sua fortuna e fama , convivendo e continuando a vivere serenamente nonostante i periodi neri causate dalla delinquenza la delle bande cittadine , mafie e possibili attentati , cosa sia stato per loro quell’11 Settembre , uno stupro violento alla loro identità alla loro filosofia di vita .
Perché NewYork , sarebbe una cittá grande e basta se non fosse per la sua popolazione , unica al mondo per carattere , invece è proprio grazie ai suoi abitanti che è una Grande Cittá , una Meravigliosa Grande Cittá .